LOAL

17Giugno2008

sabbia nella vagina

This is what you get when you mess with us

di bucknasty / 102 commenti

I bambini sono ingenui, e molti trovano carino questo. Per esempio mi ricordo che durante l’ora di religione alle elementari un mio compagno di nome Andrea doveva uscire ogni volta durante la lezione. La maestra fu attenta nello spiegarci che non poteva assistere insieme a tutti noi perchè non credeva nella nostra stessa religione. Andrea era ebreo, ma questo non aveva alcun senso per me. La mia mente non concepiva nessuna differenza fra noi due, e io le chiedevo sempre di farlo rimanere perchè era il mio migliore amico e non volevo che se ne andasse. Ero un bambino. Solo molti anni dopo capii che la maestra faceva uscire Andrea dalla classe perchè faceva parte di una razza interessata solo ai soldi e alla conquista del mondo fin dal giorno in cui uccisero Gesù.1
Per questo i giornalisti italiani mi ricordano spesso dei bambini, non riescono mai a vedere i fatti per come stanno veramente, offuscati dalla loro stessa ingenua inesperienza. Però sono carini quando ci provano.

Prendiamo per esempio l’ossessione totalmente fittizia che hanno creato da due anni a questa parte: quella che vuole l’ultima generazione di “giovani” essere composta solamente da violenti bulli e pazzi nichilisti che pensano solo a sè stessi senza alcuna morale se non desideri distruttivi verso la società o, più  brevemente, i membri eletti del parlamento italiano. Non spiegano mai le ragione di queste considerazioni. E’ così perchè è stampato in font serif su un foglio sottile, e questo apparentemente basta per renderlo un pensiero valido. Non ci sono numeri che crescono con di fianco percentuali, linee che si impennano o fette di torte il cui apporto calorico aumenta — solo parole. Non ci sono perchè ogni singola statistica disponibile sui rilevamenti criminali dimostra esattamente l’opposto.

Ma non importa, qualcuno ha caricato dei blocchi sgranati incomprensibili su youtube, o dei tizi di una tonalità troppo scura hanno commesso un reato impopolare in qualche zona urbana disagiata e vanno fermati.

Immediatamente parte l’eco dei media: gli aggressori sono immigrati o extracomunitari, anche se provengono dalla Romania, che fa parte dell’unione europea tanto quanto noi, giusto per ricordare che ormai è diventato un viscido & vigliacco modo per essere razzisti senza quegli stupidi sensi di colpa che l’esserlo comporta. Ma poi qualcuno dice che “parlavano italiano” e allora non possono essere che nazi o anarcoinsurrezionalisti — la differenza è sfuggevole per l’esperto giornalista assegnato a raccontare i fatti — e sono “delle bestie”. Giovani o, addirittura, “giovanissimi”, membri di baby gang2 che hanno perso la retta via. Ma quando arrivano al dunque, e i responsabili non sono quei mostri lovecraftiani che erano stati tratteggiati per giorni e giorni, e la dolce vecchina del 2° piano rassicura in camera che erano bravi ragazzi, i media passano al secondo livello.

La musica. I videogiochi. L’estremismo politico. Il metodo designato dalla società in canottiera per affermare che pestare i propri membri più deboli fa loro solo bene è sempre qualcosa di vagamente definibile e oscuro per chi la propone e, per questo, perfetta per incanalare le paura del “nuovo” e “sconosciuto” verso una popolazione anestetizzata da un giornalismo interessato esclusivamente ad intrattenere senza causare alcun problema a nessuno. Come se una qualsiasi di queste cose avesse veramente il potere di mutare radicalmente l’animo di una persona fino a trasformare qualcuno in assassino o ladro o stupratore. E non semplicemente sottolineare un disturbo già grave ed esistente. Perchè per ogni Marylin Manson su questa terra ci sono diecimila Tiziano Ferro, e se bisogna utilizzare questa logica tanto amata dai giornalisti allora in questo momento dovremmo tutti cavalcare unicorni sopra arcobaleni fatti dagli spot del 8 x 1000 e barattoli di Nutella che non fa ingrassare e sbianca i denti.

Però è utile per spostare l’attenzione.

Perchè quando ogni cosa che tenti di fare per cambiare la tua situazione sociale si dimostra palesemente irrilevante, e ti accorgi quindi che dovrei passare gli anni migliori della tua vita a lavorare 10 ore al giorno con 1 settimana di ferie all’anno tramite contratti di apprendistato a 600 € al mese — rinnovati ogni 2-3 anni se ti va bene baciando il culo di un tizio con una fantasiosa concezione grammaticale ed una immotivata a volgare posizione di potere  — il compasso morale che ti indirizzava a dividere la plastica dal vetro in sacchetti con l’apposita etichetta sopra, ti guida in quello che va ad appiccare il fuoco al campo nomadi e a sfasciare negozi gestiti da personaggi di Salgari.

Il sogno marxista di creare una società paritaria,  dove esiste solo una classe sociale in cui tutti sono allo stesso livello, l’italia berlusconiana è riuscita ad avverarlo. Un successo senza precedenti proprio dove il comunismo ha fallito, per la prima volta nella storia infatti,  operai, impiegati, ricercatori, dottori, laureati e senza diploma sono tutti allo stesso livello di prospettiva lavorativa e di realizzazione personale. Una intera, vibrante e apatica generazione di falliti senza speranza.

Ma non sono cose interessanti, meglio parlare del “terrorismo”, anche se stiamo vivendo nel periodo di pace più lungo della storia umana. Ma non per qualsiasi giornalista — c’è il terrorismo, e questo equivale a DISTRUZIONE MONDIALE IMMINENTE. E se non è per quello sarà per mano del Iran e delle superflue dichiarazioni di Amadinejan che irritano le sabbiose vagine degli “amici di Israele” , nonostante la sua carica sia poco più di rappresentanza, con un potere pari a quello di Napolitano in Italia. O con i piagnistei sui morti sul lavoro, le famose morti bianche, anche se non sono affatto in aumento. Anzi, il nostro è addirittura uno dei paesi con meno decessi sul lavoro in Europa, solo la Germania fa meglio per qualche decimale. Ma in fondo le statistiche sono solo fatti, e i fatti non fanno di te un buon giornalista, solo un ragioniere precario.

  1. If I thought the Jews killed God, I’d worship the Jews. — Bill Hicks []
  2. ai giornalisti sfugge il fatto che tale definizione non ha senso in alcuna lingua al mondo, se dici ad un madrelingua inglese “baby gang” pensa che in Italia esiste una banda di estorsori bebè armati. []

102 

9Giugno2008

drama

Forse 18 mesi nei Cpt sono un po’ troppi

di bucknasty / 19 commenti

Forse.

19 

4Giugno2008

hatecouture

Quando hai la sfiga davanti agli occhi

di bucknasty / 305 commenti

La moda è un concetto astratto, specialmente se non ti sai vestire. Mentre “ilfescion” , questo particolare stile che sembra attaccarsi alle tipe cesse come un copriwater di carta su un bagno Trenitalia, è molto chiaro e definito. Così tanto che può anche sbatterti addosso una sera e rovesciarti la birra. Ma molto più spesso si iscrive allo IULM e vende occhiali di plastica colorata su Facebook.

Come dimostra questa pagina che si impegna a promuovere i “Glassing”, un oggetto a quanto pare estremamente popolare in uno dei più target commerciali più ambiti dalle aziende di tutto il mondo, quello della gente che ha fatto dei film di Jerry Calà degli anni ‘80 il proprio stile di vita.

Cosa vuol dire esattamente “Glassing”? Non c’è spiegato nella pagina,  ma a vedere le foto nella galleria di chi ha deciso di comprarli è chiaro che significa il contrario di “Cura Per La Leucemia Infantile” o “Non Sembrare Dei Pirla”.

Ecco come vengono descritti:

I Glassing, con i loro colori fluo, sono diventati il nuovo status symbol per chi si vuole distinguere nello stile. Ormai non puoi non notarli: allo IULM spopolano, nei negozi più esclusivi vanno a ruba

Per chi non è di Milano è difficile spiegare cosa sia esattamente lo IULM. Quello che fanno non è cosa da poco, e noi tutti siamo grati a loro di questo. Svolge una importante funzione sociale: toglie dalla strada chi è legalmente afflitto da demenza mentale, ma abbastanza patetico da avere un papì a cui elemosinare la retta d’iscrizione e troppo sfigato per farsi lo IED, e dà loro una Laurea da conseguire colorando dentro i puntini del grande libro per bambini chiamato “Specializzazioni In Comunicazione e Marketing”.

E così come l’insegnante di sostegno delle tue superiori dava al tuo compagno “rimasto indietro” da disegnare un arcobaleno creato dai sogni di pinguini che hanno smesso di odiarsi per i loro colori politici per fare qualcosa mentre tu avevi il compito di Fisica, agli studenti IULM vengono dati corsi di “Televisione, Cinema e New Media”, “Strategie della marca, moda e design” e “Scienze Della Comunicazione”. Mentre per quelli più preparati c’è il Master “Food Culture & Marketing “ e “Interpretare I Sogni Dei Cani & Castelli di Lego”. Alla fine dei 4 anni ogni studente IULM può così apporre la propria firma sulla propria carriera: una grande X rossa.

Queste considerazioni non sempre vengono accettate da chi frequenta l’ “università”. L’ultima volta che scrissi qualcosa contro IULM moltissime studentesse accorsero a sputare sentenze contro chi pensava male della loro scelta scolastica, anche se i più accorti sapranno che il loro meglio lo danno quando ingoiano.

Questo gruppo è per tutti quelli che li hanno o che li vorrebbero in tutti i colori e che li indosserebbero anche per fare la doccia…… ma anche per quelli che ne hanno visti centinaia in giro e fino ad ora non sapevano di chi fossero…

L’anno scorso andavano molto fra gli hipster di tutto il mondo i Ray Ban modello Wayfarer taroccati in colori fosforescenti. Non era raro vederli indossati da cantanti di gruppi dalla confusa identità sessuale in innocui festival musicali. Ma ora arriva il gol contro l’inghilterra di Maradona ai Mondiali dell’86 della sfiga: questi hanno voluto copiare il tarocco, ma hanno sbagliato modello. Hanno preso i Ray Ban, questa volta quelli classici da “aviatore”, e ci hanno messo intorno una strato di plastica e AIDS. Hanno taroccato il tarocco male. Esatto i “Glassing” sono il nuovo paradigma del FAILlimento.

nelle discoteche decine di persone li indossano rischiando di travolgere tavolini e persone nel buio del locale, Danny the Voice li ha resi il suo marchio di fabbrica, le loro lenti scure permettono a tutti di nascondere occhiaie e segni della stanchezza e le signore bene li usano abbinati a borse e scarpe…

No, cazzo. I “Glassing” non sono degli occhiali qualunque, questi pensano che l’olocausto non sia mai esistito e che tua madre sia una troia. Sì, questi occhiali ce l’hanno con te. Se potessero parlare diventerebbero i tuoi migliori amici e poi scopriresti che si sono fatti la tua ex dalle tette grosse di 26 anni e sono stati loro a farti litigare con lei. Questi occhiali ti chiedono di farlo con te senza preservativo e tu pensi che sia per farti un piacere e poi scopri che hanno la candidosi.  Questi occhiali sono la ripresa che passa sulla faccia del tipo che sta venendo mentre stai venendo pure tu durante una sega. A questi occhiali hai detto che hai sete e loro fanno “sì, aspetta” e poi ti passano la birra ed è calda e sa di saliva. Vaffanculo a questi occhiali.

Quando Obama sarà eletto Leader Del Mondo Libero e sarà diventato legale schiaffeggiare dalla parte del polso la gente per strada che cammina lentamente chiunque verrà trovato in possesso dei “Glassing” farà questa fine:

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305 

23Maggio2008

ascolti

A Weezer is you

di bucknasty / 42 commenti


Non è veramente estate se non esce un album nuovo dei Weezer. Gli indiefag che rompono da Pinkerton in poi vadano pure a rastrellare il loro giardino Zen ascoltando Nick Cave vestiti come la versione senza carisma di Carlo Pastore.

il video è una paraculata come non se ne vedevano da tanto tempo, tipo dall’ultimo di Pezzali. Peccato si sia persa l’occasione di inscenare dal vero South Park.

42 

16Maggio2008

sabbia nella vagina

Dentro gli hipster

di bucknasty / 194 commenti

E’ venerdì sera e a 300 metri dall’ingresso dei Magazzini Generali tutto è giallo, umido, solo, stretto fra dei leggings o gay. E’ la consueta serata del “BuggedOut!”, l’appuntamento milanese ufficiale “electro/nu rave” in replica ogni settimana. Questa sera è speciale però, perchè, ad occuparsi del dj set, sarà uno dei membri dei Klaxons, il gruppo che ha insegnato a migliaia di figli di papà della vera capitale d’Italia che vestirsi come un muratore calabrese in tuta di acetato in visita alle vetrine del Duomo con l’autoradio sottobraccio  del 1991 è da considerarsi “cool”.  Sono passati solo 3 anni dagli hipster dei navigli e la situazione non ha fatto altro che peggiorare. Ora sono diventati hipster di Porta Ticinese. La maggior parte delle persone qui in fila in questa degradata discoteca vittima di stupri e presentazioni di album dei Club Dogo — sembra non sia mai uscita dalla via adiacente alle colonne di San Lorenzo. Una lunga catena di poco-più-che-ventenni che si vestono srotolando un lungo tappeto d’acqua di plastica dalle colonne di San Lorenzo fino a Porta Ticinese sbattendo contro gli “store” di American Apparel, Stùssy, Tokidoki, 55DSL ed H&M.

Non c’è nessuno in questa fila che non abbia almeno un capo di questi marchi dove un cappello rigido con un adesivo sopra arriva a costare anche oltre 150 €.

E poi neoyuppie. Centinaia. Non me lo aspettavo, ma se non costituiscono almeno il 50% del pubblico questa sera, ci vanno comunque molto vicino. Forse perchè l’Hollywood ha chiuso dimenticandosi di baciare le giuste chiappe. Forse perchè le tipe MDMA-Friendly sono anche BJ-Friendly.

Lo sciame in tonalità ipovedente finisce di allinearsi sui due lati dell’ingresso.

Arriva un tizio con una sciarpa legata stile laccio emostatico al collo, che temo non essere affatto casualmente in tinta con la carrozzeria della Legomacchina in cui è seduto, che lotta senza successo contro la volontà di Dio che lo ha voluto imbecille, mentre prova a parcheggiare una vettura lunga come la sua carriera scolastica scontrandosi ripetutamente con l’auto davanti e con quella immediatamente dietro.
Immagino sia così che si debba sentire un documentarista di Discovery Channel mentre osserva e riprende, dopo essere stato sdraiato per ore nel fango e umido, qualche insetto che si accoppia in una foresta dell’america latina. L’unica differenza è che qui non ci sono specie in via di estinzione o luoghi esotici, solo un idiota con la sua Smart e la puzza di piscio incrostata ai bordi del marciapiede di Corvetto.
Completato l’allunaggio una tizia gli fa segno di muoversi; devono iniziare la lunga processione da profughi mendicanti per entrare ai Magazzini.

In una scena dove marchi e simboli sono stati eliminati ed è impossibile notare immediatamente quanto hai speso per cosa e dove, la fila ai locali è diventato il nuovo status symbol tramite cui generare invidia sociale. Non importa neanche quanto guadagni, la cosa veramente essenziale è cosa fai e per chi. Certo, c’è qualcuno che arriva posteggiando il Lamborghini, ma non se li incula mai nessuno. Fanno solo colore e danno un tono all’ambiente, come i tappeti e l’inquinamento ad Istanbul. E devono comunque accodarsi per far passare editor e galleristi e artisti e musicisti e designer e copywriter vari. Tutti sembrano impegnati a fare qualcosa che non richiede uno sforzo fisico maggiore di tenere premuto Opzione + Mela insieme.

Coloro che invece non rientrano nella casta creativa milanese si devono affidare a MuHarsehlo, il PR apparentemente responsabile di ogni cosa che accade qui intorno, il cui nome rispecchia appieno la virilità che emana. Ogni volta che appare all’ingresso si sentono svariate persone lamentare il suo nome, disperatamente alla ricerca della sua attenzione. I  più scavati possono vantarlo alla voce “M” in rubrica, ma al numero non sembra mai rispondere nessuno. “Sempre quella cazzo di segreteria telefonica del cazzo, cazzo!” dice un tizio con una felpa bianca con un pattern infinito di cupcakes rossi. I soliti sociologi e psicologi chiamati nelle solite trasmissioni dopo i soliti omicidi amano ripetere che “non ci sono più eroi per i giovani”, ma si sbagliano. Ogni venerdì notte, centinaia di 20enni milanesi, nel momento del bisogno — sanno che possono rivolgersi a una sola persona: Malllseooo “Hey!| È arrivato il supereroe più gay del mondo. Ha il potere di farti entrare al privè gratis dei Magazzini Generali coordinando i calzini con la camicia e litigando con suo padre!” e sono salvi e felici così.

C’è una tizia più avanti nella fila che sembra aver particolarmente bisogno di una mano. E’ strana, perchè – paradossalmente – è normale. Non ha occhiali nerd ironici in faccia, non ha magliette ironiche sul petto e neppure scarpe anacronistiche (ironiche) addosso. E’ anche paffuta — grassa per gli standard di chi ha intorno. Non ha nulla a che vedere con la fila degli hipster milanesi, ma nessuno riesce a dirle niente perchè sembra una camionista tedesca lesbica che ci prova con la tua ragazza all’autogrill, ma non ce la fai a dirle niente di cattivo perchè ti ha offerto il caffè corretto.  Nessuno tranne l’amica che ha accolto l’astronauta di prima. Cerca di passarle avanti, e quando si rifiuta le fa “Dove hai comprato quella tshirt? Oh, non dirmelo tesoro, al reparto extralarge, eh?” Che sembra una di quelle pessime battute che senti dire agli antagonisti dell’episodio del giorno nelle sitcom americane tradotte male nel pre-serale di italia 1, ma evidentemente hanno basi nella realtà. La frase sembra causare il malumore dei più, non tanto per le parole, ma perchè chi le ha pronunciate ha le tette a forma del mouse del primo iMac, e quei così erano scomodi perfino per trascinare dei file in un cestino — figuriamoci sul petto di una donna.

Mi arriva un SMS, il mio contatto fa segno di andare da lui, e MuaRHsrsceeloo ci viene a prendere portando tutti direttamente nel privè.

La musica dentro è un mix interminabile di electro francese alla Justice - che aveva già rotto il cazzo 2 anni fa - ma che per fortuna sembra ormai entrata nel mainstream popolare, il che dovrebbe condannare il genere ad una morte fra qualche mese. Una roba tipo questa.

La gente sul piano superiore rispetto alla pista è ancora più forzatamente stravagante di quella rimasta fuori. Un vano tentativo fallito di apparire brillanti e con una personalità interessante attraverso il vestiario inconsueto ed anacronistico. Una tipa sui 27anni è si è presentata con addosso dei moonbots da montagna. Un altro è solamente coperto di cellophane e va in giro a chiedere speed da mischiare con la vodka lemon. Molti hanno la kefiah, magliette in sostegno a prigionieri politici che non conoscono e altri oggetti riconducibili a movimenti di resistenza. Tutti portati in modo fastidiosamente “ironico”. Se i simboli di lotte di gente che è morta per la propria sopravvivenza fossero una famiglia di 3 persone che vive in un’anonima provincia lombarda, gli hipster di porta tinicinese sarebbero Olindo e Rosa Bazzi. Un’infinita schiera di testicoli e colpi d’ascia fra le gambe che cercano di conoscersi l’un l’altro vestendosi da comparse di qualche film degli anni ‘80 che non è stato mai prodotto.

C’è un sacco di gente che ha delle reflex con flash enormi da migliaia di euro, macchine usate di solito da fotografi professionisti per catturare concerti o eventi sportivi, che qui vengono impiegate per dimostrare dov’eri e cosa indossavi. Ognuna di queste immagini andrà poi su qualche sito o rivista hipster.
Ogni volta che questi fotografi passano, qualcuno li picchietta sulla spalla per avere una foto. “Me ne fai una, daai!” Si mettono in posa,chiamano i loro amici e urlano facendo facce strane. Se fossero a Gardaland, queste sarebbero la foto da pirla sopra Blue Tornado per dimostrare a tutti che ci sei stato. Qualcuno ci prova anche con me, ma presto trovo un metodo per negarmi. Un segnale — forse rudimentale, ma efficace — compreso da tutti, che riesce a colmare l’incomprensione e risolve il simpatico qui pro quo formatosi dalla distanza culturale che ci separa: “’fanculo no”.

A parte un tizio che controbatte con una proposta: se gli assicuro la pubblicazione della foto mi presenterà “Una donna matura, una 36enne figa con il corpo di una 23enne”, la tizia è davanti a me, ma il corpo della 23enne deve averlo nascosto nel congelatore.

Ho sete, mi dirigo al bar. Tento di leggere sul menu quanto costano i cocktail, anche se davanti c’è una ragazza truccata da uno starnuto di Ronald McDonald che copre 3/4 del foglio. 10 euro per un bicchiere di plastica e 2 dita di alcool? Vaffanculo. Un tizio di scatto mi si avvicina con attaccato appresso altri 2 figuri, nessuno alto più di 170. La loro espressione è quella standard da tamarro di provincia milanese, dovrebbe far paura nelle loro intenzioni - tipo, chessò, l’inseguimento al bimbo sul triciclo in Shining - ma è più “42 enne che fotografa gli upskirt delle liceali al parco e poi le aggiunge al suo sito”.

Se la biologia ti ha donato di spalle larghe e un’altezza sopra la media sai già quello che ti sta per succedere.

Ho visto. Non devi guardare. Non devi guardarla.

Non è mai perfettamente chiaro cosa non dovresti guardare. Potrebbe essere il suo sguardo, i cocktail o il sottoinsieme di adipe e pompini poco entusiasti che si porta appresso.

Cioè, sta con me. Mi dà fastidio

Le prime volte sei genuinamente perplesso che da una squisita disquisizione verbale la cosa si trasformerà a breve nella versione con grugniti e vapide minacce di morte delle borsettate fra ragazze, ma poi capisci. Comprendi che si tratta di un rito di passaggio. I bambini ebrei a 13 anni hanno la Bar mitzvah, i guerrieri masai per diventare uomini devono superare delle lotte in solitario per mesi fra leoni e serpenti velenosi, i tamarri milanesi ti dicono di non guardare la loro cazzo di ragazza.

No, ti ho visto che la guardavi.”

Potrebbe essere considerata una sfortuna le prime volte che ciò accade, ma ogni dubbio scompare perchè poi realizzi che hai il biglietto di Willy Wonka dorato di prima classe per il Treno Delle Figate Che Userai Come Aneddoti Per Le Prossime 2358 Cene.

Avrei voluto chiedergli se aveva un frullato da poter bere, ma la scenetta aveva fatto il suo corso e doveva concludersi con il terzo amico che si scusa con me e allontana il suo compagno di vita eterosessuale con il gomito, e gli dice qualcosa. Poi gli prende la mano e se lo tira via come una bambina che ha appena fatto cadere un cono da 3 euro insistendo contro la coppetta che voleva comprare  la madre. Ognuno ha il supereroe che si merita.

Come una ragazza, che continua a tagliare la stanza in diagonale per attirare l’attenzione. E’ vestita con una rete e basta, e il seno è completamente scoperto. L’unica cosa che la copre sono degli short di jeans con un enorme logo di 55dsl. E poi si lamentano delle notizie tragiche che ripetono i telegiornali quotidianamente. Non sarebbe sorprendente se un giorno di questi qualche malintenzionato la prendesse per i capelli trascinandola in un vicolo buio e, slacciandosi i pantaloni, le desse un indirizzo per spendere meglio i propri soldi.

Ma sono le 4 e la serata è finita.

E mentre la gente raccoglie le proprie cose e le lingue si staccano, solo una cosa rimane scolpita limpidamente nella mente. Negli anni ‘60 la gioventù dovette organizzarsi e battersi per ottenere diritti civili fondamentali di cui tutto godiamo oggi. L’aborto. Il divorzio. Molti morirono per questo. Negli anni ‘70  la gioventù dovette scendere nelle strade per combattere contro la stato fascista di polizia che si era venuto a creare. Molti morirono per questo. Negli anni 80 si sfondarono tutti di eroina perchè i loro genitori erano diventati quelli contro cui lottarono in gioventù. Molti incontrarono Muccioli per questo. Negli anni 2000, la difficoltà più grande che ha dovuto affrontare nella vita la generazione in fila a vedere i Klaxons stasera è stata diplomarsi al Liceo Artistico.

194 

11Maggio2008

hatecouture

Le fils de l’hobbit

di bucknasty / 68 commenti

68 

4Maggio2008

recensioni

E’ questione di credere

di bucknasty / 24 commenti

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In effetti il cofanetto di Flying Circus è figo.

24 

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28/5 :: Imparate anche voi a beccare figa con un cappellino della BMW. Sbaglio, o i tipi fissati con la PNL sono le creme dimagranti alle alghe & sfiga di Vanna Marchi del 2000? (7)

16/5 :: La migliore traccia su Third ha un video. Se volete fare i fighi con qualcuno, prendete sto pezzo e mettetelo in un mixtape facendolo seguire ad All I Need dei Radiohead. (1)

12/5 :: Blu riesce a superare se stesso con la sua nuova animazione realizzata fra muri e palazzi di Buenos Aires. (17)

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